Associazione di volontariato costituita da un gruppo di cittadini, di diversa età, attività e formazione, che intendono svolgere un’azione propositiva e operativa per il recupero e la manutenzione dei vicoli carbonai e dei percorsi storici e panoramici verso San Miniato, con l’intento di aggiungere valore e significato al centro storico, che viene così a riappropriarsi di una sua importante risorsa storica e paesistica.
lunedì 4 aprile 2011
la sicurezza dei sentieri
Cliccare sul titolo per asccedere al link CAI.
Il problema della sicurezza dei sentieri è sempre presentato dall'amministrazione comunale come uno scoglio difficilmente superabile.
Dalla lettura ddel materiale disponibile sembra che si tratti principalmente di eliminare i tratti in frana e di segnalare il percorso.
Il problema della sicurezza dei sentieri è sempre presentato dall'amministrazione comunale come uno scoglio difficilmente superabile.
Dalla lettura ddel materiale disponibile sembra che si tratti principalmente di eliminare i tratti in frana e di segnalare il percorso.
martedì 22 marzo 2011
L'IMPARI LOTTA CON LE CANNE
In "Florario" di Alfredo Cattabiani. pagina 644 . La canna loquace e la canna musicale.
Con le canne abbiamo un conto aperto e tentiamo con vari mezzi di ridurne l'impressionante invadenza, quindi, con il rispetto che si porta a che si contrasta, riportiamo da una traduzione di Ovidio la storia di Siringa insidiata dal dio Pan.
mentre egli sospira, l'aria vibrando nelle canne
suscitò un suono dolcissimo, simile a un lamento,
e il dio incantato da quella soave musica inaudita;
"Così continuerai a farmi compagnia" disse
e, saldate con cera cannucce di lunghezza diversa,
mantenne allo strumento il nome della fanciulla.
Con le canne abbiamo un conto aperto e tentiamo con vari mezzi di ridurne l'impressionante invadenza, quindi, con il rispetto che si porta a che si contrasta, riportiamo da una traduzione di Ovidio la storia di Siringa insidiata dal dio Pan.
mentre egli sospira, l'aria vibrando nelle canne
suscitò un suono dolcissimo, simile a un lamento,
e il dio incantato da quella soave musica inaudita;
"Così continuerai a farmi compagnia" disse
e, saldate con cera cannucce di lunghezza diversa,
mantenne allo strumento il nome della fanciulla.
lunedì 21 marzo 2011
il primo pezzo dei nostri reperti archeologici
FESTA DELLA PRIMAVERA - FESTA DELLA POESIA
Franco Sacchetti
L’acquazzone
Passando con pensier per un boschetto,
donne per quello givan fior cogliendo
“To’ quel, to’ quel”dicendo
“Eccol, eccolo”
“Che è, che è?”
“E’ fior alliso”
“Va là per le viole”
“O me, che il prun mi punge!”
”Quell’altro me’ v’aggiunge”
“Uh, uh, o che è quel che salta?”
“E’ un grillo”
“Venite qua, correte
raponzoli cogliete”
“E’ non son essi”
“Sì sono”
“Colei
o colei,
viè qua, viè qua ne’ funghi”
“Costà, costà pe’l sermollino”
“Noi starem troppo che ‘l tempo si turba!”
“E balena
e tuona”
“E vespero già suona”
“Non è egli ancor nona”
“Odi, odi: l’usignol che canta”
“Più bel v’è,
più bel v’è”
“I’ sento: e non so che”
“Ove?”
“Dove?”
“In quel cespuglio”
Tocca, picchia, ritocca;
mentre che il busso cresce
ed una serpe n’esce.
“O me trista!” “O me lassa!”
“O me!”
Fuggendo tutte di paura piene
Una gran piova viene.
Qual sdrucciola,
qual cade,
qual si punge lo piede.
A terra van ghirlande;
tal ciò che ha colto lascia, e tal percuote
tiensi beata chi più correr puote.
Sì fiso stetti il dì che lor mirai,
ch’io non m’avvidi, e tutto mi bagnai.
L’acquazzone
Passando con pensier per un boschetto,
donne per quello givan fior cogliendo
“To’ quel, to’ quel”dicendo
“Eccol, eccolo”
“Che è, che è?”
“E’ fior alliso”
“Va là per le viole”
“O me, che il prun mi punge!”
”Quell’altro me’ v’aggiunge”
“Uh, uh, o che è quel che salta?”
“E’ un grillo”
“Venite qua, correte
raponzoli cogliete”
“E’ non son essi”
“Sì sono”
“Colei
o colei,
viè qua, viè qua ne’ funghi”
“Costà, costà pe’l sermollino”
“Noi starem troppo che ‘l tempo si turba!”
“E balena
e tuona”
“E vespero già suona”
“Non è egli ancor nona”
“Odi, odi: l’usignol che canta”
“Più bel v’è,
più bel v’è”
“I’ sento: e non so che”
“Ove?”
“Dove?”
“In quel cespuglio”
Tocca, picchia, ritocca;
mentre che il busso cresce
ed una serpe n’esce.
“O me trista!” “O me lassa!”
“O me!”
Fuggendo tutte di paura piene
Una gran piova viene.
Qual sdrucciola,
qual cade,
qual si punge lo piede.
A terra van ghirlande;
tal ciò che ha colto lascia, e tal percuote
tiensi beata chi più correr puote.
Sì fiso stetti il dì che lor mirai,
ch’io non m’avvidi, e tutto mi bagnai.
lunedì 14 marzo 2011
sabato 26 febbraio 2011
la proposta dell'associazione per la notte tricolore
Proposta per la Notte tricolore dedicata al Risorgimento
(da parte dell’Associazione Moti Carbonari)
LO SBARCO DI GARIBALDI A MARSALA di Gaetano Pini
(150 anni dopo la prima rappresentazione al Teatro Verdi di San Miniato)
La manifestazione costituirà un ricordo di un personaggio importante nella San Miniato dell’800 (a cui è dedicato un saggio nell’ultimo numero del Bollettino dell’Accademia degli Euteleti), che oltre che partire volontario, insieme a Giuseppe Montanelli e ad Augusto Conti, scrisse all’indomani dello sbarco dei Mille in Sicilia, una scena drammatica che fu recitata allo scopo di raccogliere aiuti per i garibaldini, ancora impegnati nell’unificazione della nostra Nazione.
Chi era Gaetano Pini?
Il 14 aprile 1894 in un’orazione funebre, tenuta dall’ingegner Mario Salvadori per commemorare Gaetano Pini (era morto l’8 gennaio), il folto pubblico della Cattedrale ascoltò tra l’altro queste parole: Avea concetto dei retti principi del socialismo moderno, la mente pronta ad ogni manifestazione del bene, bandì per primo nel suo paese le idee di cooperazione e fondò la Società degli Operai, ormai più che trentennaria e rigogliosa, dettandone gli Statuti, favorendone lo sviluppo, intelandone il decoro… Fondò più tardi e presiedé anche quella dei Reduci e Fratellanza militare, organizzò la squadra di pubblica assistenza… secondò egli l’impianto della Banca popolare cooperativa… Della Venerabile Arciconfraternita di Misericordia fratello e due volte superiore, presidente per molti anni della Congreagazione di carità, del civivo Ospedale, di ogni istituto di fratellanza e filantropia…”
Ma non sono questi che alcuni dei meriti e delle cariche accumulate da Gaetano Pini, ritratto in un bel quadro conservato presso l’Accademia degli Euteleti.
L’idea di Moti Carbonari
La partenza sarà dall’ingresso della Misericordia, in via Augusto Conti. Lì verrà ricordata la figura di Gaetano Pini..
Poi si scenderà nei Vicoli Carbonai, illuminati dalle fiaccole tricolori, da altre luci provenienti anche dagli orti, ma anche dalla proiezione di un film realizzato da Pier Marco De Santi su “Risorgimento e Cinema”.
Alla fine, ancora dal Vicolo (di fianco alla casa Gado-Mancini), si risalirà su via Carducci
A questo punto si entrerà nella Chiesa della Crocetta dove verranno lette la Scena drammatica di Pini, ma anche alcune pagine dal libro “Garibaldi” di Lucy Riall, che racconta la verità e la leggenda dell’eroico – ma anche fortunato – sbarco di Marsala.
Alla fine la Corale Balducci, che alla Crocetta ha la sua sede, canterà alcune arie risorgimentali.
(da parte dell’Associazione Moti Carbonari)
LO SBARCO DI GARIBALDI A MARSALA di Gaetano Pini
(150 anni dopo la prima rappresentazione al Teatro Verdi di San Miniato)
La manifestazione costituirà un ricordo di un personaggio importante nella San Miniato dell’800 (a cui è dedicato un saggio nell’ultimo numero del Bollettino dell’Accademia degli Euteleti), che oltre che partire volontario, insieme a Giuseppe Montanelli e ad Augusto Conti, scrisse all’indomani dello sbarco dei Mille in Sicilia, una scena drammatica che fu recitata allo scopo di raccogliere aiuti per i garibaldini, ancora impegnati nell’unificazione della nostra Nazione.
Chi era Gaetano Pini?
Il 14 aprile 1894 in un’orazione funebre, tenuta dall’ingegner Mario Salvadori per commemorare Gaetano Pini (era morto l’8 gennaio), il folto pubblico della Cattedrale ascoltò tra l’altro queste parole: Avea concetto dei retti principi del socialismo moderno, la mente pronta ad ogni manifestazione del bene, bandì per primo nel suo paese le idee di cooperazione e fondò la Società degli Operai, ormai più che trentennaria e rigogliosa, dettandone gli Statuti, favorendone lo sviluppo, intelandone il decoro… Fondò più tardi e presiedé anche quella dei Reduci e Fratellanza militare, organizzò la squadra di pubblica assistenza… secondò egli l’impianto della Banca popolare cooperativa… Della Venerabile Arciconfraternita di Misericordia fratello e due volte superiore, presidente per molti anni della Congreagazione di carità, del civivo Ospedale, di ogni istituto di fratellanza e filantropia…”
Ma non sono questi che alcuni dei meriti e delle cariche accumulate da Gaetano Pini, ritratto in un bel quadro conservato presso l’Accademia degli Euteleti.
L’idea di Moti Carbonari
La partenza sarà dall’ingresso della Misericordia, in via Augusto Conti. Lì verrà ricordata la figura di Gaetano Pini..
Poi si scenderà nei Vicoli Carbonai, illuminati dalle fiaccole tricolori, da altre luci provenienti anche dagli orti, ma anche dalla proiezione di un film realizzato da Pier Marco De Santi su “Risorgimento e Cinema”.
Alla fine, ancora dal Vicolo (di fianco alla casa Gado-Mancini), si risalirà su via Carducci
A questo punto si entrerà nella Chiesa della Crocetta dove verranno lette la Scena drammatica di Pini, ma anche alcune pagine dal libro “Garibaldi” di Lucy Riall, che racconta la verità e la leggenda dell’eroico – ma anche fortunato – sbarco di Marsala.
Alla fine la Corale Balducci, che alla Crocetta ha la sua sede, canterà alcune arie risorgimentali.
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